EU Humanitarian Partnership 2028-2034

EU Humanitarian Partnership 2028-2034: un nuovo percorso di certificazione per le ONG

Alessia Leone & Antonella Rotunno
29/09/2026
EU Humanitarian Partnership 2028-2034

Dal 2028 entrerà in vigore il nuovo ciclo dell’EU Humanitarian Partnership, il sistema attraverso il quale la Direzione generale per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee (DG ECHO) certifica le organizzazioni non governative che possono accedere ai finanziamenti europei per gli interventi di aiuto umanitario.

Il passaggio al periodo 2028–2034 non sarà automatico per le organizzazioni già partner. I certificati relativi all’attuale ciclo 2021–2027 scadranno infatti il 31 dicembre 2027 e le ONG interessate a mantenere la qualifica di partner dovranno presentare una nuova candidatura. La procedura sarà naturalmente aperta anche alle organizzazioni che intendono accedere per la prima volta al partenariato umanitario europeo.

La Commissione ha pubblicato il nuovo framework e, il 28 agosto 2026, la Versione 2.0 della documentazione di riferimento, accompagnata da un aggiornamento delle Questions & Answers che fornisce alcuni chiarimenti rilevanti per la preparazione delle candidature.

Un solo certificato per il nuovo ciclo

Per il ciclo 2021–2027 erano previste diverse tipologie di certificazione, mentre per il periodo 2028–2034 sarà previsto un unico EU Humanitarian Partnership Certificate.

Il certificato costituirà il requisito necessario affinché una ONG possa candidarsi ai finanziamenti nell’ambito dello Humanitarian Aid Programme. La sua validità coprirà gli Humanitarian Implementation Plans avviati fino alla fine del 2034 e proseguirà fino alla conclusione dei progetti finanziati nell’ambito di tale periodo.

La semplificazione formale del sistema non corrisponde, tuttavia, a una riduzione delle verifiche richieste alle organizzazioni. Il nuovo processo continuerà infatti a concentrarsi sulla capacità dell’ONG di dimostrare requisiti di eleggibilità, solidità finanziaria, capacità operativa e adeguatezza dei propri sistemi di governance e controllo.

Prima della candidatura è necessario l’assessment

Uno degli elementi centrali della procedura rimane l’independent ex ante assessment, che deve essere effettuato da un revisore esterno indipendente e qualificato.

La candidatura dovrà essere corredata dall’Independent Assessment Report, nel quale il revisore esprime le proprie conclusioni sulla conformità dell’organizzazione ai requisiti stabiliti da DG ECHO. Non si tratta quindi di una verifica limitata alla presenza formale di policy e procedure: l’assessment riguarda sistemi, controlli, regole e processi dell’organizzazione e richiede evidenze sufficienti a dimostrarne l’effettiva applicazione.

Il framework distingue due aree di valutazione. Il Block 1 comprende 21 domande relative, tra l’altro, allo status dell’organizzazione, all’autonomia e indipendenza, ai principi umanitari, all’esperienza maturata, alla capacità finanziaria, ai sistemi contabili e di procurement e ai meccanismi di responsabilità e controllo. Le risposte sono di tipo “Yes/No” e, salvo una specifica eccezione per la selezione degli Implementing Partners, tutti i requisiti devono risultare soddisfatti affinché il Block 1 abbia esito positivo.

Il Block 2 entra invece nel merito della capacità operativa e degli ulteriori requisiti di idoneità, esaminando temi quali etica, prevenzione delle frodi e della corruzione, PSEAH e tutela dei minori, sicurezza del personale, progettazione e gestione degli interventi, protezione dei dati, governance, risorse umane, budgeting, reporting e gestione della documentazione.

Il calendario: attenzione al 31 marzo 2027

La call per la nuova certificazione aprirà il 15 ottobre 2026 sul Funding & Tenders Portal e sarà una procedura continuamente aperta, con possibilità di presentare candidature fino al 30 giugno 2033. La Commissione indica una durata orientativa della valutazione di circa tre-quattro mesi.

Per le ONG che intendono essere nella condizione di partecipare ai finanziamenti DG ECHO già dal 1° gennaio 2028, assume però particolare importanza la data del 31 marzo 2027.

Non si tratta di una scadenza che impedisce di presentare successivamente la domanda: DG ECHO chiarisce infatti che le candidature potranno essere trasmesse anche dopo tale data. Tuttavia, per quelle ricevute successivamente non potrà essere garantito il completamento della procedura di certificazione in tempo utile per l’avvio del nuovo ciclo.

Questo aspetto è particolarmente rilevante perché la domanda dovrà essere presentata completa di tutti gli allegati obbligatori, compreso l’Independent Assessment Report predisposto dall’auditor esterno. Non sarà quindi sufficiente avviare l’assessment entro marzo 2027: per le organizzazioni interessate a essere operative dall’inizio del nuovo periodo, le attività di verifica dovranno essere pianificate con adeguato anticipo.

Alcuni requisiti meritano una verifica anticipata

Le Questions & Answers pubblicate dalla Commissione hanno precisato alcuni criteri che possono incidere concretamente sulla possibilità di ottenere il certificato.

Un primo elemento riguarda l’esperienza umanitaria. L’organizzazione deve aver implementato almeno un progetto umanitario di importo minimo pari a 200.000 euro in Paesi non appartenenti all’Unione europea in ciascuno degli ultimi tre anni consecutivi. Non è necessario che si tratti di un progetto finanziato da DG ECHO, ma il requisito deve essere rispettato per ogni anno considerato. Nel caso di progetti pluriennali, la soglia dei 200.000 euro si applica a ciascun anno di implementazione.

Un secondo requisito riguarda la capacità finanziaria. DG ECHO ha chiarito che un operating income inferiore a 2 milioni di euro in uno qualsiasi degli ultimi due anni non consente di soddisfare i minimum requirements previsti per diventare partner.

Particolare attenzione dovrà essere posta anche dalle organizzazioni appartenenti a network, federazioni o famiglie internazionali. La possibilità di utilizzare policy o procedure sviluppate a livello centrale non elimina infatti la responsabilità della singola entità candidata, che dovrà essere in grado di dimostrare che tali strumenti siano effettivamente applicabili e implementati nella propria organizzazione.

Dalla documentazione alla concreta applicazione dei controlli

Il nuovo ciclo conferma quindi un principio già centrale nel sistema DG ECHO: la certificazione non dipende soltanto dalla disponibilità di documenti formalmente adeguati, ma dalla capacità dell’organizzazione di dimostrare che procedure, responsabilità e controlli funzionino concretamente.

Policy antifrode, sistemi di procurement, segregazione delle funzioni, procedure contabili, gestione degli Implementing Partners, sistemi di reporting, audit trail, meccanismi di safeguarding e controllo interno entrano nella valutazione come componenti di un sistema organizzativo che deve risultare effettivamente operativo.

Per le ONG interessate al partenariato 2028–2034, i mesi precedenti alla presentazione della candidatura rappresentano quindi una fase utile non soltanto per raccogliere la documentazione richiesta, ma soprattutto per verificare in anticipo l’eventuale presenza di gap rispetto al nuovo Assessment Questionnaire.

Avviare tempestivamente questa analisi permette di individuare i requisiti già soddisfatti, intervenire sulle eventuali aree di debolezza e programmare l’Independent Assessment quando l’organizzazione dispone delle condizioni e delle evidenze necessarie per affrontarlo.

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