Comunità, finanza e crescita sostenibile

5 per mille: aggiornate le linee guida ministeriali per la rendicontazione

Celeste Infantino
27/10/2026
Comunità, finanza e crescita sostenibile

Con il Decreto direttoriale n. 257 del 15 ottobre 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato le nuove Linee guida per la rendicontazione del contributo del 5 per mille destinato agli enti del Terzo Settore.

Il provvedimento aggiorna e sostituisce le precedenti linee guida adottate nel 2021 e nel 2022, offrendo agli enti beneficiari un quadro operativo aggiornato per la corretta gestione e rendicontazione delle risorse ricevute.

Le nuove disposizioni assumono particolare rilievo per i contributi relativi all'anno finanziario 2025, la cui erogazione è stata avviata nell'agosto 2026, e per i quali gli enti dovranno predisporre il rendiconto entro dodici mesi dall'effettivo accredito delle somme.

È importante precisare che l'aggiornamento non modifica l'impianto generale degli obblighi già previsti dal D.P.C.M. 23 luglio 2020, ma interviene sulle istruzioni operative e documentali che gli enti devono seguire.

Cosa prevedono le nuove Linee guida

Il Ministero ha adottato due distinti documenti, differenziati in funzione dell'importo del contributo percepito:

  • contributi inferiori a 20.000 euro: la rendicontazione avviene mediante la modulistica ministeriale, con utilizzo del Modello A e, in caso di accantonamento, del Modello B, secondo le istruzioni dell'Allegato 1.
  • contributi pari o superiori a 20.000 euro: la rendicontazione avviene tramite la piattaforma informatica ministeriale, secondo le istruzioni dell'Allegato 2.

Questa distinzione, già prevista dalla disciplina precedente, viene confermata dal nuovo provvedimento.

Le indicazioni operative da considerare

1. Ammissibilità delle spese e tracciabilità

Le linee guida richiamano la necessità che le spese finanziate con il 5 per mille siano coerenti con le attività di interesse generale dell'ente, effettivamente sostenute, correttamente documentate e riconducibili al contributo ricevuto.

La rendicontazione segue il criterio di cassa e richiede particolare attenzione alla documentazione dell'avvenuto pagamento, alla corretta imputazione delle spese e al divieto di doppio finanziamento.

Sono inoltre specificate le tipologie di spesa non ammissibili, tra cui quelle sostenute per campagne di promozione della destinazione del 5 per mille.

2. Classificazione delle spese e relazione illustrativa

Le istruzioni ministeriali forniscono indicazioni dettagliate sulle modalità di classificazione dei costi nelle diverse macro voci del rendiconto: risorse umane, funzionamento, acquisto di beni e servizi e attività di interesse generale.

Particolare attenzione viene riservata alla relazione illustrativa, che deve descrivere in maniera chiara la destinazione delle risorse e la loro coerenza con le finalità istituzionali dell'ente.

La rendicontazione non deve quindi limitarsi a un riepilogo contabile, ma consentire di comprendere come il contributo sia stato concretamente utilizzato.

3. Erogazioni a soggetti terzi e beneficiari finali

Specifiche indicazioni riguardano l'utilizzo delle risorse mediante erogazioni a proprie articolazioni territoriali, enti collegati, altri enti e persone fisiche.

In tali situazioni, l'ente beneficiario deve essere in grado di documentare i trasferimenti effettuati e di dimostrarne la coerenza con le proprie attività di interesse generale.

Le linee guida dettagliano inoltre le informazioni da riportare nella relazione illustrativa e la documentazione da conservare per eventuali verifiche ministeriali.

4. Accantonamento delle somme per progetti pluriennali

Viene confermata la possibilità di accantonare, totalmente o parzialmente, il contributo ricevuto per finanziare progetti pluriennali, purché l'accantonamento sia oggetto di un'apposita deliberazione dell'organo statutariamente competente.

Le somme accantonate devono essere utilizzate e rendicontate entro il termine massimo di 36 mesi dall'accredito del contributo.

L'ente deve indicare l'accantonamento nel rendiconto iniziale e procedere successivamente alla rendicontazione delle somme utilizzate, secondo le modalità previste per la propria fascia di contributo.

5. Documentazione e controlli

Le nuove linee guida dedicano attenzione agli elementi documentali che devono accompagnare la rendicontazione, compresi i giustificativi di spesa, le evidenze dei pagamenti e le informazioni necessarie a dimostrare l'utilizzo delle risorse.

Il Ministero può richiedere documentazione integrativa ed effettuare verifiche amministrativo-contabili sul corretto impiego dei contributi.

Diventa quindi particolarmente importante predisporre fin dalla fase di utilizzo delle somme una documentazione completa e ordinata.

Le scadenze per gli enti che hanno ricevuto il 5 per mille 2025

Per i contributi dell'anno finanziario 2025, per i quali i pagamenti sono stati avviati nell'agosto 2026, gli enti dovranno tenere conto dei seguenti termini, già previsti dalla disciplina generale:

  • entro 12 mesi dall'accredito: redazione del rendiconto e della relazione illustrativa, obbligatoria per tutti gli enti beneficiari.
  • entro 30 giorni dalla scadenza del termine di 12 mesi previsto per la redazione: trasmissione al Ministero per gli enti che hanno ricevuto un contributo pari o superiore a 20.000 euro.
  • entro 60 giorni dalla medesima scadenza: pubblicazione sul sito internet degli importi percepiti, del rendiconto e della relazione illustrativa, per gli enti che hanno ricevuto un contributo pari o superiore a 20.000 euro.
  • entro 7 giorni dall'effettiva pubblicazione: comunicazione al Ministero dell'avvenuta pubblicazione.

Resta inoltre confermato l'obbligo di conservare il rendiconto, la relazione illustrativa e i giustificativi di spesa per dieci anni dalla redazione del rendiconto.

Un'occasione per verificare le procedure interne

L'aggiornamento delle Linee guida rappresenta un'occasione per gli enti del Terzo settore per verificare l'adeguatezza delle proprie procedure di gestione e rendicontazione del 5 per mille.

In particolare, è opportuno prestare attenzione alla corretta individuazione delle spese ammissibili, alla conservazione della relativa documentazione, alla predisposizione della relazione illustrativa e all'eventuale programmazione dell'utilizzo delle somme attraverso il ricorso all'accantonamento.

Una gestione ordinata e documentata delle risorse fin dal momento della loro percezione consente di agevolare gli adempimenti successivi e di rafforzare la trasparenza nei confronti dei contribuenti che hanno scelto di sostenere l'ente attraverso il 5 per mille.

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