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Crisi d’impresa e adeguati assetti: perché il pre-pack europeo riguarda anche le PMI

Vincenzo Cristarella
22/06/2026
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La gestione tempestiva della crisi d’impresa è oggi uno dei temi centrali per amministratori, imprenditori e organi di controllo. Non si tratta più soltanto di intervenire quando la difficoltà è ormai conclamata, ma di dotarsi per tempo di strumenti organizzativi, amministrativi e contabili capaci di intercettare i segnali di tensione e preservare la continuità aziendale.

In questo contesto si inserisce la nuova Direttiva europea in materia di insolvenza, che introduce un rafforzamento degli strumenti di gestione anticipata della crisi, con particolare attenzione alle cessioni prenegoziate di azienda, note come pre-pack.

Il pre-pack è un meccanismo che consente di preparare la vendita dell’azienda, o di un ramo d’azienda, prima dell’apertura della procedura formale. L’obiettivo è arrivare all’avvio della procedura con un’operazione già strutturata, da eseguire rapidamente sotto il controllo dell’autorità giudiziaria. In questo modo si riduce il rischio che il valore dell’impresa venga compromesso dai tempi lunghi, dall’incertezza e dalla perdita di fiducia da parte di clienti, fornitori, dipendenti e istituti finanziari.

Per le PMI questo approccio rappresenta un cambio di prospettiva rilevante.

  • La crisi non viene più considerata esclusivamente come una fase liquidatoria, ma come un momento in cui, se affrontato tempestivamente, è ancora possibile salvaguardare know-how, avviamento, continuità produttiva, rapporti commerciali e livelli occupazionali.
  • La nuova disciplina europea richiederà all’Italia di adeguare il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, introducendo una procedura di pre-pack autonoma o un modulo specifico collegato agli strumenti già esistenti, come la composizione negoziata.
  • Sarà necessario disciplinare con chiarezza due momenti: una fase preparatoria, nella quale l’impresa, assistita da professionisti indipendenti, individua potenziali acquirenti e struttura un processo competitivo; e una fase procedurale, nella quale il tribunale verifica correttezza, convenienza per i creditori e assenza di favoritismi, autorizzando la cessione in tempi rapidi.
 
Questo modello evidenzia ancora una volta l’importanza degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili. 

Un’impresa che dispone di dati aggiornati, budget di tesoreria, reporting periodico, controllo dei flussi finanziari, organigrammi chiari, procedure formalizzate e informazioni attendibili è in grado di affrontare una fase di crisi con maggiore lucidità e credibilità. Al contrario, l’assenza di strumenti di pianificazione e controllo rende più difficile dimostrare la continuità aziendale, predisporre una data room, dialogare con banche e creditori, attrarre potenziali investitori e valutare soluzioni alternative alla liquidazione.

Per l’imprenditore, quindi, l’adeguato assetto non è un mero adempimento formale. È un sistema di governo dell’impresa che consente di prevenire, misurare e gestire i rischi. È anche la base informativa necessaria per attivare tempestivamente gli strumenti previsti dall’ordinamento e, in prospettiva, per accedere in modo efficace a operazioni di ristrutturazione o cessione in continuità.

La futura introduzione del pre-pack rafforzerà inoltre il ruolo dei professionisti indipendenti e degli advisor, chiamati ad assistere l’impresa nella valutazione della situazione economico-finanziaria, nella predisposizione della documentazione, nella ricerca di potenziali acquirenti e nella gestione di processi competitivi trasparenti. Sarà essenziale garantire indipendenza, correttezza delle informazioni e tutela dei creditori, evitando operazioni di favore o soluzioni non coerenti con il miglior soddisfacimento della massa.

Particolare attenzione sarà posta anche alla tutela dei lavoratori. La direttiva collega espressamente il pre-pack alla salvaguardia della continuità aziendale e, ove possibile, dell’occupazione. Nella selezione dell’acquirente non conterà soltanto il prezzo offerto, ma anche la solidità del piano industriale, la capacità di mantenere l’attività e gli impegni assunti nei confronti dei dipendenti e degli stakeholder.

Per le PMI è quindi opportuno iniziare sin da ora un percorso di preparazione.

Ciò significa verificare l’adeguatezza degli assetti, aggiornare la pianificazione economico-finanziaria, monitorare gli indicatori di crisi, predisporre informazioni gestionali attendibili e valutare con anticipo eventuali scenari di continuità, ristrutturazione o cessione.

Prepararsi per tempo significa non subire la crisi, ma gestirla con strumenti adeguati. In un contesto normativo sempre più orientato alla prevenzione e alla continuità aziendale, gli adeguati assetti rappresentano per le imprese non solo un obbligo di legge, ma una leva concreta di responsabilità, tutela del valore e sviluppo sostenibile.

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