Il provvedimento del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 12 marzo 2026 segna un punto di svolta per la privacy bancaria in Italia.
La sanzione a Intesa Sanpaolo ha acceso i riflettori su un tema cruciale: la sicurezza dei dati finanziari e la gestione dei data breach bancari secondo il GDPR.
Ma cosa cambia davvero per banche e correntisti?
Il caso Intesa Sanpaolo e l’intervento del Garante della Privacy
Il Garante della Privacy ha sanzionato Intesa Sanpaolo a seguito di un’approfondita istruttoria riguardante l’accesso non autorizzato ai dati bancari. Il caso ha sollevato forti preoccupazioni sulla tenuta dei sistemi di controllo interno, evidenziando la facilità con cui profili sensibili (inclusi esponenti politici e figure istituzionali) sono stati consultati al di fuori delle procedure previste.
I punti chiave del provvedimento
Privacy bancaria 2026: cosa devono fare ora le banche
Questo provvedimento non colpisce solo il singolo istituto, ma invia un messaggio chiaro a tutto il settore bancario italiano:
Cosa cambia per i correntisti
Per i clienti, il rafforzamento delle regole sulla sicurezza dei dati finanziari rappresenta un passo avanti importante.
In particolare consentono:
Tuttavia, il fattore umano resta un elemento critico nella sicurezza dei dati.
Come proteggere i propri dati bancari
Anche i correntisti possono adottare alcune precauzioni:
In conclusione
Sebbene questo caso riguardi un istituto specifico, il Garante della Privacy ha già annunciato controlli a campione nel corso del 2026 sui principali istituti di credito italiani, per verificare l’allineamento alle nuove linee guida in materia di cybersecurity.